48 SECONDI PER STUPIRE

Era il quinto giro, ed erano uno dietro l’altro: Casey Stoner davanti, Jorge Lorenzo alle sue spalle. Stavano riflettendo su quale strategia fosse meglio adottare, quando all’improvviso sentirono arrivare alle loro spalle Marco Simoncelli, il quale era spinto da una tale pulsione da non lasciare a loro nemmeno il tempo di reagire. Li superò entrambi in un solo giro – il quinto, appunto – e sempre nello stesso modo: con una staccata spettacolare. Prima scavalcò lo spagnolo (all’ingresso della Curva 1, dove si frena a 270 all’ora) e cinque curve dopo superò l’australiano (alla frenata del rettilineo posteriore, all’ingresso della Curva 6, dove si “stacca” a 280 all’ora). Dunque impiegò appena 48 secondi per stupire i due candidati al titolo, e anche il resto del mondo. Aveva effettuato entrambi i sorpassi a modo suo: allungando a dismisura la frenata e impedendo al rivale di reagire. 

Lorenzo non oppose resistenza, quando vide Marco affiancarlo, mentre il sorpasso su Stoner fu più “Sic Style” nel senso che Casey stava per chiudere la curva quando ha visto comparire sulla destra la sagoma della Honda bianca; Marco frenò talmente in profondità da obbligare Casey a raddrizzare la sua moto, per evitare lo scontro. 

Marco era per la prima volta il leader di una gara della MotoGP in sole sei curve, e forse per questo venne colto da un’inaspettata emozione che lo tradì: «Non ero mai stato in testa ad una gara della MotoGP, ed è stata una grandissima emozione… forse anche troppo grande. Mentre ero in testa ho iniziato a chiedermi: “ma veramente sono davanti a tutti?!». Mentre si poneva quella domanda combinò un disastro, il primo di quella stagione. (continua) 

Tratto da Il Volume – pagina 45